Rassegna di filosofia, un cenno al pensiero di Stefanini su Arte e Parola.
Da «Rassegna di filosofia», presso casa editrice Universale di Roma, all’interno dell’art. di Tullio De Mauro, (pp. 301-329): Studi italiani di filosofia del linguaggio (1945-1955), si cita Stefanini pp. 324-325. «Luigi Stefanini è giunto negli ultimi anni a porsi i problemi dell’arte e della parola, recando nell’impostazione di questi l’esperienza di studioso e storico della metafisica. Secondo lo Stefanini è il ritmo stesso dell’essere che porta il mondo a diventare parola dell’uomo e la storia è appunto lo sforzo per operare siffatta trasformazione. Da ciò l’importanza della parola, dell’esprimersi nella vita. Come questa è alterno ritmo di individualità e alterità, così la parola si muove tra i due poli della individuale soggettiva e della collettività. Nella storia della filosofia del linguaggio il Croce ha accentuato l’aspetto soggettivo, i positivisti l’oggettivo della lingua: lo Stefanini vuol porsi sulla scia di soluzioni intermedie che pure sono state proposte. A suo avviso, la lingua che vive è «la diagonale delle forze della poesia e della scienza»; la scienza si avvale della parola-segno, che è convenzionale, epperò tendenzialmente conservatrice; la parola della poesia lega invece la cosa al soggetto con un incrocio di necessità, dal che deriva il bisogno di un continuo rinnovamento del linguaggio poetico per significare le cose sempre nuove. «La parola della scienza, con una estrapolazione al limite delle sue possibilità, si insedia in uno dei due poli della dialettica linguistica, in quello dove sta la paiola fissata convenzionalmente (θέσει) senza nessun addentellato con la realtà». La parola della poesia invece è elemento differenziale e dinamico della lingua; inoltre la parola poetica è la cosa stessa: essa è cioè asemantica. Il Croce e il Calogero, secondo lo Stefanini, non fanno che generalizzare arbitrariamente uno solo dei due costanti aspetti dell’attività linguistica, quando la concepiscono come pura espressività o come pura semanticità».
Degli scritti di Luigi Stefanini sul linguaggio si vedano: Estetica, Roma, ed. Studium, 1953, in particolare pp. 42-44.
L’arte come parola assoluta, «Giornale critico della filosofia italiana», II, 1954, pp. 218-240.
I fondamenti dell’estetica, in Estetica, atti del VII convegno di studi filosofici cristiani, Padova, Liviana, 1952, pp. 21-26 e pp. 41-68.
Arte e linguaggio, Relazione presentata al Congresso nazionale di filosofia a Napoli (marzo 1955); pubblicata in «Humanitas», 1955, n. 3, pp. 221-236.
La storia come parola dell’uomo, in «Humanitas», 1955, n. 5, pp. 437-442.
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