La confusione della civiltà odierna fra mezzi e fini delle nostre azioni, secondo Rosmini e Stefanini

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«In «Humanitas» (Brescia) di dic. 1955, Luigi Stefanini (Univ. di Padova), scrivendo di Pedagogia nuova e senso cristiano della vita, così accenna a Rosmini: «A. R. faceva consistere la decadenza morale nello scambio dal frui coll’uti: nel godere, cioè, come se fosse un valore terminale, ciò che si deve semplicemente usare, e nell’usare come mezzo ciò che si deve godere come d’un fine in sé. L’educazione cattolica ha nella civiltà moderna il compito immane di riaprire dinanzi all’uomo gli orizzonti del fruì, salvandolo dal mero commercialismo dell’uti: ridonare all’uomo il culto di beni degni di essere amati in sé e per sé, e in funzione dei quali val la pena di vivere la vita e di consumare i beni materiali per alimentarla». da ALS 6,C,2, 44

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