Da «Fiera Letteraria» dl 18/3856, lungo articolo di Giorgio Castelfranco, pp. 3 e 5: Intervento sul Giorgione, morto Giorgione, Tiziano sedette al cavalletto dell’amico, e cioè terminò i suoi quadri, anche se non con fedeltà assoluta, conformandosi con felice spontaneità allo spirito e alla tecnica del maestro”. Stefanini viene citato a proposito della “Tempesta”: cioè sul significato logicamente e verbalmente posseduto dal Giorgione sul suo soggetto. Perché i punti di derivazione dalla Hypnerotomachia Poliphili segnalati dallo Stefanini non sono pochi; e le sei torri e il tempio rotondo (rotundo) di nere nello sfondo e le colonne mozzate…”
ALS, 6,C,2, 52
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